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Rieducazione posturale globale

Cosa è la Rieducazione Posturale Globale

La rieducazione posturale globale è una tecnica messa a punto da P.E. Souchard, sulla scorta delle intuizioni di F. Mèzières, che mira al ripristino di una condizione di “omeostasi”dell’organismo ed alla rimozione dei compensi attraverso la correzione della morfologia del corpo.

Cosa è la postura

La postura è la posizione che il nostro corpo occupa nello spazio grazie al tono e al pretensionamento dei muscoli statici. Essa dipende dal patrimonio genetico, dalla personalità e dalle afferenze esterne e di adattamento all’ambiente avvenute nel corso della nostra vita.

Possiamo considerare l’architettura del corpo umano come un insieme di leve, dove esiste da una parte il vettore forza peso che è attratto dalla forza di gravità, dall’altra la muscolatura tonica che si oppone ad essa mentre lo scheletro costituisce il fulcro.

I muscoli antigravitari come abbiamo detto sono tonici, a metabolismo ossidativo, ricchi di fibre di tipo rosso, corti con tendini lunghi, abituati a lavorare per periodi prolungati con poco dispendio energetico. Essi si differenziano da quelli fasici, ricchi di fibre bianche a metabolismo fosforilativo, i quali permettono di esprimere più forza per un tempo limitato.

I muscoli antigravitari sono sottoposti ad una attività contrattile continua e prolungata sia per assicurare la coattazione articolare dei vari segmenti corporei, sia per mantenere le posture ed garantire l’equilibrio generale durante il moto.

Quali sono i principi su cui si basa

La tecnica della rieducazione posturale prevede un riallungamento dei muscoli antigravitari.

Quando l’organismo subisce un trauma, uno stimolo doloroso, un condizionamento a una postura fissa e prolungata nel tempo, reagisce, contraendo e accorciando la muscolatura tonica.

Questo meccanismo si mette in atto per assicurare e preservare dal “pericolo” le funzioni più importanti, dette “egemoni”.

La tecnica prevede di individuare le catene muscolari più retratte e recuperare l’equilibrio morfologico, ovvero le corrette lunghezze muscolari.

Una problematica locale infatti deve essere considerata nel contesto della situazione generale.

Immaginiamo di dover correggere una iperlordosi lombare. Questa condizione è probabilmente associabile a una retrazione dei muscoli lombari posteriori che fungono da corda dell’arco lombare, e contemporaneamente a una retrazione dell’ileo-psoas, muscolo situato anteriormente alla colonna la cui azione di flessore d’anca alimenta la convessità della curva. Il paziente può presentare inoltre piattismo o cavismo dei piedi, antepulsione  o retropulsione del bacino, rettilinizzazione o iperlordosi delle altre curve della colonna associate a spalle anteposte o scapole addotte.

Il piano riabilitativo consiste pertanto nell’allungare la muscolatura spinale posteriore, la principale responsabile, associato all’allungamento di quelle catene muscolari che vengono ritenute corresponsabili nel determinismo del problema.

Funzioni egemoni e ruolo della muscolatura

Le funzioni egemoni sono quelle importanti attività dell’organismo il quale, per mantenere l’integrità e la sopravvivenza delle stesse sacrifica altre strutture determinando patologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Una delle funzioni fondamentali è il mantenimento della stazione eretta..

Essa statuisce che il corpo tende a sacrificare altro pur di mantenere stazione eretta e orizzontalità dello sguardo.

A conferma di ciò nelle scoliosi, qualsiasi sia la causa e la progressione, troviamo sempre diverse curve di compensazione per garantire queste priorità.

L’organismo tende altresì a proteggere strutture nobili quali il midollo spinale. Nei pazienti con ernia alla colonna cervicale è normale repertare contratture antalgiche ai trapezi e ai muscoli del collo per “difendere” l’integrità del midollo spinale, arrivando in taluni casi ad impedire in parte o quasi del tutto il movimento fisiologico di flesso-estensione, inclinazione laterale e rotazione del collo. In questo caso ad un problema ne si è aggiunto un altro, poiché una volta effettuata la rimozione dell’ernia per via chirurgica, facilmente residua quel quadro di contratture e di ipomobilità del rachide che porta il paziente all’attenzione del riabilitatore.  

Tale evento è tipico anche del distretto lombare e lombosacrale.

Possiamo anche considerare che, se prestiamo attenzione al cammino di un soggetto con dolore alla caviglia, esso facilmente assumerà un atteggiamento di protezione e di cautela adattando il corpo a caricare meno l’arto,  ed è possibile che conserverà questo schema motorio alterato anche dopo che il suo disturbo sarà terminato. Anche in questo caso per permettere la stazione eretta e la deambulazione si generano dei compensi a distanza dalla sede del problema principale.

Principi della Rieducazione Posturale Globale

Souchard nell’elaborare questa tecnica prescrive che si rispettino tre principi fondamentali:

  1. Essendo ogni individuo unico, bisogna considerare malati e non malattie; inoltre essendo il paziente indissociabile dall’ambiente, deve essere trattato in funzione del contesto.
  2. Essendo ogni individuo inscindibile nelle sue funzioni ogni trattamento deve essere globale, cioè considerare tutto il corpo.
  3. Ogni trattamento può e deve risalire dal sintomo alla causa della malattia.

Pertanto il trattamento dell’RPG prevede che le azioni di stiramento e di allungamento, che riguardano tutti muscoli a caratteristica tonica, raggiungano le estremità degli arti. Il loro allungamento avviene in modo progressivo, qualitativo, richiedendo una contrazione stessa dei muscoli stirati per ottenere così una contrazione isotonica eccentrica che è alla base dell’RPG.
Grazie al procedimento di ricercare allungamenti progressivi a carico di tutta la muscolatura, è possibile ritrovare la causa prima di un problema che può presentarsi in un distretto lontano dal sito d’origine.

Quali sono le catene muscolari

I muscoli statici sono organizzati in gruppi, o meglio in catene cinetiche.

In particolare si riconoscono:

  • la catena posteriore, che comprende i muscoli spinali, i pelvi-trocanterici, il grande gluteo, gli ischio-tibiali, il popliteo, il tricipite della sura, ed i muscoli plantari;
  • la catena anteriore, che è formata dal sistema sospensore del diaframma e dei visceri, dallo SCOM, dal muscolo lungo del collo, dagli scaleni, dai pilastri del diaframma, dall’ileo-psoas, dagli adduttori del pube, e dal tibiale anteriore;
  • la catena inspiratoria, formata dal diaframma e dal suo sistema sospensore cioè scaleni, SCOM, intercostali e piccolo pettorale;
  • la catena antero-interna della spalla, formata dal muscolo coraco-brachiale, dal sottoscapolare e dal grande pettorale;
  • la catena antero-interna dell’anca, formata dall’ileo-psoas e dagli adduttori del pube;
  • la catena superiore della spalla, che comprende il trapezio superiore, il deltoide medio e il piccolo pettorale;
  • la catena anteriore del braccio, composta da coraco-brachiale, bicipite, brachiale anteriore, lungo supinatore e tutti i muscoli anteriori di avambraccio e mano, comprese le eminenze tenar e ipotenar;
  • la catena laterale dell’anca, formata da piramidale, grande gluteo superficiale e tensore della fascia lata.

Le diverse catene muscolari vengono messe in tensione e allungate mediante il posizionamento del paziente in alcune posizioni o posture, che questi deve mantenere per poi evolvere lentamente verso posizioni finali con conseguente stiramento della muscolatura messa in gioco dalla postura.
La tecnica è indolore, rilassante e richiede la partecipazione attiva del paziente.
Vediamo alcune posture fondamentali:

  1. Postura rana al suolo, braccia addotte; permette al fisioterapista di insistere particolarmente su nuca, torace e respirazione, spalle, gomiti, mani, bacino, anche, ginocchia, piedi.
  2. Postura in piedi contro il muro; il fisioterapista può correggere particolarmente torace e respirazione, spalle, anche, ginocchia, piedi.
  3. Postura in piedi al centro; permette di essere precisi su: dorso, anche, ginocchia, piedi, equilibrio, schema corporeo.
  4. Postura di rana al suolo, braccia abdotte; particolarmente efficace su nuca, torace, spalle, gomiti, mani, bacino, anche, ginocchia, piedi.
  5. Postura seduta; permette di insistere su dorso, rachide lombare, anche, ginocchia, schema corporeo.
  6. Postura rana in aria, braccia addotte; corregge particolarmente la nuca, il torace e la respirazione, le spalle, i gomiti, le mani, il bacino, le anche.
  7. Postura rana in aria, braccia abdotte; permette di insistere su nuca, torace, spalle, gomiti, mani, bacino, anche.  
  8. Postura in piedi, con busto inclinato in avanti; il fisioterapista può correggere di più su dorso, regione lombare, bacino, anche, ginocchia, piedi.

La scelta della postura si fa in base a dove si ritiene ci siano le maggiori retrazioni muscolari rilevanti nel provocare e mantenere il problema del soggetto.

Alcuni suggerimenti..

Poiché le sedute sono molto impegnative, soprattutto sotto il profilo della concentrazione, è stato redatto questo prospetto per informarvi su ciò che succede prima, durante e dopo i trattamenti.

Prima della seduta

Un’ora prima della seduta non consumate cibo, non fumate, non bevete alcolici.

Durante la seduta

Sarete in slip e reggiseno per permettere al fisioterapista di curare in ogni momento lo stato dei vostri muscoli, e ciò renderà la rieducazione più precisa e completa.

La prima volta, previo consenso informato, sarete fotografati per prendere visione dei vostri difetti e per documentarli; lo stesso sarà praticato alla fine del ciclo per valutare i risultati e programmare eventuali altri controlli.

Portate tutta la vostra documentazione clinica, quali radiografie, referti di visite ortopediche, TAC, RMN, ecc.

La seduta dura un’ora circa, durante la quale è necessario mantenere una buona concentrazione e partecipare attivamente all’intervento.

Il fisioterapista avrà cura di mettervi a vostro agio per permettervi di eseguire le sedute nel migliore comfort possibile.

Dopo la seduta

Evitate di compiere sforzi eccessivi, segnalate eventuali modificazioni del dolore nel corso di tutta la giornata successiva.

Per ogni chiarimento e ulteriore informazione contattate direttamente il fisioterapista.

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