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Tra le strutture coinvolte nel controllo della postura un ruolo determinante è svolto dall’apparato muscolare, su cui deve essere operata una differenziazione sia sotto l’aspetto anatomico che funzionale. Partendo da questa distinzione si evidenziano due tipi fondamentali di fibre muscolari: fibre ricche di enzimi ossidativi caratterizzate da una ricca vascolarizzazione di piccolo diametro, con un metabolismo aerobico ma ad alto rendimento energetico o a scossa lenta, e fibre ricche di enzimi fosforilativi caratterizzate da una scarsa vascolarizzazione con un metabolismo anaerobico (utilizzano infatti le riserve di glicogeno) e a scossa rapida. Se ne può ragionevolmente dedurre che il muscolo lento è ben predisposto a funzioni per il mantenimento della postura, che richiedono perciò l’esplicarsi di forza per un lungo tempo.

Tutti i muscoli antigravitari (statici o posturali), i quali sono inevitabilmente sottoposti ad una attività contrattile continua e prolungata, tendono a una ipertonia ed una retrazione con conseguente riduzione della loro elasticità, una delle componenti più importanti del muscolo.

Al fine di influenzare l’ipertono si sfrutta il riflesso miotatico inverso, circuito elettrico neuronale  che prende origine da impulsi che si generano da recettori propiocettivi quali gli organi tendinei di Golgi.

Grazie alla trazione meccanica esercitata su di questi durante l’allungamento si ottiene inoltre un effetto sulla componente retrattile muscolo-tendinea. L’allungamento muscolare induce profonde modificazioni biomolecolari che interessano la struttura mio-connettivale, infatti a livello della giunzione miotendinea è possibile descrivere un fenomeno di miofibrillogenesi che si realizza a livello di formazioni miotubiche; in particolare si realizza un incremento dei filamenti sottili sarcomerici dell’actinina. In più a livello della placca motrice si possono descrivere effetti trofici che interessano sia la regione pre che quella postsinaptica dove la ricerca ha dimostrato un incremento dei recettori per l’acetilcolina.