Lesioni legamentose del ginocchio

Il ginocchio può essere soggetto a lesioni di tipo traumatico o a lesioni di tipo cronico-degenerative

Le lesioni traumatiche interessano i legamenti crociati, i collaterali, i menischi, il tendine rotuleo, fratture ossee, lussazioni rotulee e femoro/tibiali.

Le lesioni cronico-degenerative colpiscono la cartilagine (artrosi), i menischi (meniscopatia), la plica sinoviale (sindrome della plica sinoviale), il corpo di hoffa, i tendini e le borse sierose ( in questi ultimi casi si parla più di sindrome da ‘overuse’, sovraccarico)

Di seguito una breve descrizione dei meccanismi di rottura del legamento crociato anteriore e dell’approccio che il nostro studio è solito avere, in accordo con le linee guida internazionali e le varie scuole ortopediche della città di Milano.

Cos’è il Legamento Crociato Anteriore?

Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) è uno dei cardini della stabilità del ginocchio. Esso guida i movimenti propri del ginocchio, la flesso-estensione e le rotazioni del femore sulla tibia. La rottura traumatica di esso altera la biomeccanica del ginocchio con conseguenti cedimenti improvvisi nell’appoggio e minore stabilità rotatoria.

Intervento o no..

La scelta di procedere a una ricostruzione chirurgica va valutata insieme al chirurgo in base alle proprie abitudini di vita, sportive, lavorative. Certamente un crociato ricostruito permette una funzionalità maggiore al ginocchio soprattutto nelle performance sportive ma l’intervento comporta inevitabilmente rischi intrinsechi. Ricordiamo che l’atto chirurgico “dà qualcosa ma toglie qualcos’altro”, per cui risulta indispensabile analizzare il bilancio costi-benefici.

Rieducazione prima dell’intervento..

Il periodo pre-operatorio è di fondamentale importanza perché permetterà alla persona traumatizzata di presentarsi alla data dell’intervento con un trofismo muscolare buono e quindi in grado di riabilitarsi più velocemente e meglio. Un protocollo che è bene utilizzare, passato il periodo di riposo che serve a decongestionare l’articolazione lesa, conviene che utilizzi esercizi che facilitino il recupero del range di movimento, che potenzino la muscolatura dell’arto interessato e che sollecitino il sistema propriocettivo.

Dopo l’intervento..

Elaborare un protocollo riabilitativo di una lesione acuta legamentosa trattata chirurgicamente non significa formulare uno schema rigidamente standardizzato: la progressione nella rieducazione, pur attenendosi a linee guida, va adattata ai singoli casi in base alla tecnica operatoria e al paziente nella sua peculiarità. Nella prima fase di rieducazione sono da preferire gli esercizi a catena cinetica chiusa che non sovraccaricano il legamento operato e determinano uno stimolo efficace per lo sviluppo muscolare con una buona sicurezza di non essere lesivi. Gli esercizi a catena cinetica chiusa inoltre danno la possibilità di eseguire una co-contrazione da parte degli ischiocrurali che si oppongono allo scivolamento anteriore della tibia sul femore esercitando un’azione protettiva verso il neo- legamento.

Poi..

La rieducazione può durare diversi mesi, durante i quali, tenuto conto delle diverse tecniche operatorie e delle diverse scuole, si procede a lavoro di rinforzo muscolare, recupero dell’escursione articolare, recupero dell’equilibrio e della propriocettività. E’ conveniente praticare dopo tempo utile l’allenamento isocinetico. Esso è il metodo che permette di rinforzare il quadricipite più velocemente rispetto agli altri. Il controllo e il buon governo del ginocchio nei gesti quotidiani e ancor più nella pratica sportiva non arriva di per sé, ma la si raggiunge con intenso lavoro di muscolazione, considerando che i muscoli sono i più importanti stabilizzatori di questa articolazione.

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