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Esistono diversi tipi di instabilità?

Le instabilità possono essere: T.U.B.S., A.M.B.R.I. e A.I.O.S.

T.U.B.S. Traumatic Undirectional Bankart Surgery

È questo il caso della instabilità gleno-omerale su base traumatica. Le lesioni anatomiche possono coinvolgere numerosi distretti differenti isolatamente o contemporaneamente.

Lesioni ossee:

Le lesioni ossee si producono all’atto dell’evento traumatico e possono riguardare il bordo antero-inferiore glenoideo e/o la testa omerale. Nel caso del distacco di un frammento osseo dal margine antero-inferiore della glenoide la conseguenza diretta è la diminuzione della superficie glenoidea disponibile per articolarsi con la testa omerale con conseguente instabilità biomeccanica gleno-omerale. In casi di distacchi ossei di grandi dimensioni la morfologia della superficie articolare glenoidea viene completamente sovvertita e si giunge alla conformazione cosiddetta di “inverted pear” ossia di pera invertita in quanto la glenoide perde la sua forma normale “a pera” ed assume la forma di ”pera a testa in giù”.

Nel caso della testa omerale si tratta generalmente di lesioni da impatto la più frequente delle quali è la lesione di Hill-Sachs che coinvolge il profilo posteriore della testa omerale. Tale lesione contribuisce alla instabilità gleno-omerale soprattutto nei casi in cui, durante il movimento di extrarotazione, essa tende ad incastrarsi nel margine anteriore della glenoide. (“Enganging Hill-Sachs”).

In presenza di lesioni ossee importanti (>25% superficie glenoidea) ed in assenza di iperlassità capsulo-legamentosa costituzionale, il razionale del trattamento chirurgico consiste nel vicariale il difetto osseo venutosi a creare in conseguenza dell’evento traumatico.

Lesioni labbrali, capsulari, e legamentose:

La lesione di base è costituita dalla disinserzione del cercine glenoideo dal margine antero-inferiore della glena (lesione di Bankart). Più precisamente possiamo osservare che la disinserzione del cercine si accompagna spesso alla elongazione del L.G.O.I. potendo giungere sino alla sua completa avulsione dal bordo della glena.

Nel 1993 Neviaser ha perfezionato il concetto di lesione di Bankart descrivendo la cosiddetta lesione A.L.P.S.A. (Anterior Labral Periosteal Sleeve Avulsion, ossia lesione anteriore del labbro glenoideo con avulsione del foglietto periostale). Tale lesione può essere di tipo acuto (ALPSA acuta) quando è trascorso poco tempo dall’evento traumatico, e di tipo cronico (ALPSA cronica) dopo ripetuti episodi di lussazione.

In questi casi il trattamento artroscopico prevede una ampia liberazione del complesso labbro-legamentoso dal collo scapolare anteriore e la sua reinserzione ossea mediante ancorette ritensionando nel contempo le strutture capsulo-legamentose anteriori elongate mediante plicature.

A.M.B.R.I. Atraumatic Multidirectional Bilateral Rehabilitation Inferior Capsular Shift

E’ questo il caso dell’instabilità gleno-omerale su base non traumatica, le cui cause sono generalmente di origine congenita. Pur risultando difficile evidenziare grossolane lesioni anatomiche, il quadro dominante in questi casi consiste nella iperlassità legamentosa generalizzata che porta i pazienti ad una iperextrarotazione (>100°) della spalla ed alla positività evidente del segno del “sulcus”. In questo capitolo si inseriscono quadri diversi che solitamente si presentano con il labbro inserito sulla glena, il volume capsulare aumentato, la detensione dei legamenti gleno omerali, lo slargamento dell’intervallo dei rotatori. Le tecniche artroscopiche adottabili, in questi casi, prevedono le plicature della capsula anteriore oppure il”capsular shrinkage” termico.Quest’ultima tecnica viene da molti chirurghi associta alla prima per il ritensionamento di quelle sedi difficilmente raggiungibili con gli strumenti artroscopici.

A.I.O.S. Acquired Instability of Overstressed Shoulder

Si tratta di quadri di instabilità minore di origine microtraumatica della spalla da ipersollecitazione legata all’attività sportiva. Il quadro anatomo-patologico è sfumato e variabile e va dalla lesione del labbro glenideo superiore con conseguente sofferenza del bicipite alla sua inserzione (Slap Lesion) a detensioni dei legamenti gleno-omerali, alla lesione della cuffia sul versante interno (conflitto interno), allo sfiancamento dell’intervallo dei rotatori. Questi quadri vanno adeguatamente interpretati e riparati artroscopicamente per correggere la lesione. abile a mantenere il centramento della testa omerale.