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Come viene curato il colpo di frusta cervicale

Il riposo

È necessario un periodo di almeno due settimane durante il quale si limiteranno al massimo i movimenti del collo e della testa. Bisogna evitare in assoluto un protratto periodo di riposo: sembra infatti che se prolungato esso favorisca la cronicità, mentre una cauta e precoce mobilizzazione del collo, prima con esercizi isometrici e poi con movimenti attivi, darebbe i migliori risultati.

Collare di Schanz o collare cervicale semirigido

L'uso di un collare, convenientemente confezionato e adattato, e correttamente usato, rappresenta quasi sempre la cura più efficace, a patto di non eccedere con i tempi di immobilizzazione. Va tenuto il più possibile, soprattutto durante gli spostamenti con gli automezzi. Non v'è un canone preciso per quanto riguarda la durata dell'immobilizzazione, che generalmente si protrae mediamente per un paio di settimane, arrivando a tre nei casi più importanti.
E' sconsigliabile comunque l'uso protratto di questo presidio terapeutico. Infatti i collari cervicali forzano la testa in posizione protrusa, aumentando così la disfunzione in estensione. Inoltre l'uso protratto del collare cervicale, mettendo a riposo la muscolatura del collo, favorisce l'instaurarsi di una minore validità della stessa che si troverebbe impreparata a eseguire la normale motilità della testa quando ne viene effettuata la rimozione.

Terapia farmacologica

La terapia farmacologica ha possibilità e limiti ben definiti. Di norma vengono somministrati antiflogistici, analgesici, miorilassanti e tranquillanti al fine di ridurre la sintomatologia dolorosa, di ottenere un effetto miorilassante e di sedare l'ansia che inevitabilmente accompagna il decorso della malattia cervicale. Va fatto uso di farmaci soltanto nella fase acuta e, comunque, per brevi periodi di tempo in quanto provvisti di effetti collaterali non trascurabili se ne si eccede.

Fisioterapia

La fisioterapia si avvale di tecniche e metodiche secondo i razionali derivanti dalla ricerca e dall’esperienza clinica seguendo questo schema di massima.

  • Rilasciamento e allungamento della muscolatura contratta mediante dolci mobilizzazioni e pompage cervicali.
  • Decoaptazione vertebrale e ricerca dei micromovimenti tra vertebre mediante dolci manipolazioni.
  • Ricerca della completa escursione articolare del rachide mediante allungamenti manuali della muscolatura del collo e spalle.
  • Ricerca dell’estensione cervicale.
  • Riattivazione della muscolatura e suo moderato rinforzo.
  • Ricondizionamento a una postura corretta di collo, spalle e schiena.
  • Rieducazione propriocettiva per permettere al paziente di avvertire eventuali posizioni scorrette e a correggersi durante le normali attività quotidiane.
  • Ricondizionamento all’equilibrio e all’utilizzo del completo range articolare in dinamica.