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  • LAVORO D’UFFICIO: COME ALIMENTARSI CORRETTAMENTE SENZA APPESANTIRSI E SENZA SPENDERE UNA FORTUNA
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La maggior parte degli italiani quando pensa al proprio lavoro vede riflessi nei suoi pensieri una scrivania, una poltrona (sembra tanto comoda la prima mezz’ora!!!) e un pc. Ore e ore della nostra giornata passate seduti a contemplare quello schermo luminoso. Risulta facile immaginare come era diversa la vita dei nostri nonni: magari in un campo a coltivare la terra, oppure in fabbrica a faticare. Al giorno d’oggi, per aggiungere un po’ di movimento alla nostra giornata siamo costretti a pagare fior di quattrini per andare in pausa pranzo o al termine della giornata in palestra.

Essendo cambiate così tanto le abitudini e lo stile di vita, è cambiato anche cosa abbiamo bisogno di mangiare. Per cui non c’è da scandalizzarsi se i nostri nonni sono cresciuti e vissuti a pane e pasta, mentre noi la pasta la mangiamo una volta alla settimana altrimenti ci fa ingrassare!!

Insieme all’attuale stile di vita sono comparse anche una serie di patologie, quali obesità, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Il lavoro d’ufficio purtroppo porta molto spesso con sé una serie di caratteristiche, tra cui, oltre alla già citata sedentarietà, anche una colazione frettolosa (se non la si salta addirittura per dormire dieci minuti in più), pasti sregolati e spesso saltati, livelli di stress a fine giornata altissimi, oltre al poco tempo da dedicare alla cura della persona e alla spesa. Si finisce con l’acquistare cibi pronti all’uso, molto spesso con un quantitativo di grassi superiore al relativo prodotto fresco, ricchi in conservanti e stabilizzanti.

Cercare di attuare una serie di piccoli accorgimenti per rendere lo stile di vita più attivo può essere d’aiuto: per esempio, al lavoro evitate di usare l’ascensore e fate le scale, cercate di fare delle passeggiate, seppur brevi, durante le pause e negli spostamenti cercate di evitare l’auto il più possibile, e parcheggiate almeno a 500mt di distanza dalla meta.

Inutile ricordare, ormai lo avrete sentito e letto in tutte le salse, che la colazione è il pasto più importante della giornata. Non saltarlo è di fondamentale importanza e se proprio non riuscite ad alzarvi 10/15 minuti prima per avere tempo di fare colazione a casa, trovate una routine adatta a voi, che comprenda magari una colazione facile da trasportare e da consumare in ufficio appena arrivati.

Il pasto in ufficio è quello che vi mette sempre più in crisi: alcuni fortunati hanno la possibilità di portarselo da casa. Questa rappresenta chiaramente la soluzione ideale, in quanto siete liberi di gestirvi e organizzarvi in autonomia. Potete sfruttare gli avanzi della cena, o dare via libera alla vostra fantasia culinaria e cucinarvi la sera prima un pasto salutare, leggero e ben equilibrato. Importante evitare di consumare solo carboidrati complessi: favoriranno il classico abbiocco post-pranzo che è meglio evitare! Un pasto invece bilanciato e completo è quello che fa per voi.

Meno fortunato invece chi è costretto da una parte a mangiare in mensa, dall’altra sempre fuori al ristorante. Anche se è vero che la prospettiva della ristorazione collettiva è sicuramente quella meno invitante, anche il mangiare sempre al ristorante presenta dei contro. Se il pranzo in mensa rappresenta un’alternativa poco allettante per il palato, quantomeno si parla di porzioni e alimenti sempre controllati e ponderati. Il pranzare al ristorante è invece completamente in balia della vostra fame, di conseguenza le porzioni tendono ad essere sempre più abbondanti del normale, e del gusto, pertanto abbondante risulta l’utilizzo di condimenti.

Importante quindi, se mangiate in ufficio, prendervi mezz’ora per mangiare, spegnere il pc, sgranchirvi le gambe e staccarvi dalla scrivania: è infatti un ambiente estremamente anti-igienico! Se mangiate al ristorante scegliete un’unica portata principale (e vedrete che anche il portafoglio ne sarà contento!) e nell’attesa, invece di riempirvi di pane o grissini, un’insalata è sicuramente più salutare.

 

Articolo a cura della Dott.ssa Valentina Segreto, nutrizionista